“Le Villi” – Act 2
by Giacomo Puccini libretto (Italian)
| ATTO SECONDO |
| (Guglielmo siede sulla porta di casa in atto di dolore profondo.) GUGLIELMO No, possibil non è Che invendicata resti la colpa sua! Vivea beata e tranquilla Al mio fianco la mia dolce figliola, Ed egli venne e, Colla sua parola, d’amor Le smanie in lei destò. (alzandosi con impeto) Chi dunque, o scellerato, Chi l’amor tuo ti chiese? Quali orribili offese T’abbiami mai fatto noi Per uccider quell’angelo E agli estremi miei giorni Serbar cotanta angoscia? |
| GUGLIELMO No, possibil non è Che invendicata resti colpa sì grande! Anima santa della figlia mia, Se la leggenda delle Villi è vera, Deh, non esser con lui, qual fosti, pia, Ma qui l’attendi al cader della sera. S’io potessi saperti vendicata Lieto saluterei l’ultimo dì. Ah, perdona, Signor, l’idea spietata Che dal mio cor che sanguina, fuggì. |
| (rientra in casa) LE VILLI interno Ei giunge! Anna! Anna! Anna! Di morte alla condanna Ei viene il traditor! Eccolo, s’avvicina! Su, dannato, cammina! (Roberto appare sul ponticello e avanza.) ROBERTO fra sè Ecco la casa. Dio, che orrenda notte! Strane voci m’inseguon. Le Villi: evvia! Son fole! (scende) No, delle Villi me non perseguita La vendetta fatal! Tu sol m’insegui, rimorso, Vipera infernal! |
| ROBERTO Vipera dal veleno infernal! Torna ai felici dì Dolente il mio pensier, Ridean del maggio i fior, Fioria l’amor, fioria per me l’amor! Or tutto si coprì Di lugubre mister, Ed io non ho nel cor Che tristezza e terror! Forse ella vive! (guarda verso la casa, poi va verso di essa come avesse presa una decisione) |
| Bussiam! (fa per bussare, ma indietreggia come se una forza ignota glielo impedisse) Qual brivido mi colse! Invan di quella soglia Tentai sul limite levar la man! VILLI Su, dannato, cammina! ROBERTO Pur d’intender parmi Davvero un canto lugubre! (si inginocchia, come estenuato, per pregare) O sommo Iddio! Del mio cammino, Del mio destin quest’è la mèta. Fa che il perdono la renda lieta Un solo istante, E poi morrò! |
| ROBERTO (balzando in piedi) Pregar non posso! Ah, maledetto il dì, Il dì che andai lontan di qui! Maledetta sia la tua bellezza, O cortigiana vil! Maledetta in eterno! Maledetta! VILLI Cammina! Cammina! Cammina! ANNA (interno) Roberto! ROBERTO Ciel! La sua voce! Dunque morta non è! ANNA (appare sul ponticello) Non son più l’amor. Son la vendetta! ROBERTO (cade affranto su un sasso) Gran Dio! ANNA Ricordi quel che dicevi Nel mese dei fiori? ‘Tu dell’infanzia mia Le gioie dividesti e le carezze; Da te soave e pia imparai Della vita le dolcezze; Ah, dubita di Dio, Ma no, dell’amor mio non dubitar!’ |
| ANNA T’amai: mi tradisti. T’attesi: e non venisti. Ma è tremendo dolore In silenzio soffrir! Senza speranze in cuore Mi facesti morir! ROBERTO La scordai, l’ho tradita, E per me perdè la vita. Ah, è tremendo il dolore Che mi tocca soffrir! Col rimorso nel cuore Io mi sento morir! (Roberto va verso Anna come spinto da una forza ignota. Poi fa per vincere il fascino che lo investe, ma non può e si slancia verso di lei. Anna avanzandosi, stende le braccia e lo attira a sè. Intanto le Villi accorrono, circondano Roberto ed Anna e li trascinano, danzando vertiginosamente, fuori della scena.) |
| SPIRITI (interni) Qui noi t’aspettiam, traditor! Da noi non attender pietà! SPIRITI e VILLI Chi in vita fu sordo all’amor In morte perdono non ha! Traditor, t’aspettiam! Gira! Balza! Gira! Balza! (Roberto accorrendo ansimante, coi capelli irti, va a bussare alla casa di Guglielmo. Poi, scorgendo le Villi, che lo inseguono venendo della destra, fa per fuggire dalla parte opposta, ma Anna appare alla sinistra. Ella lo riafferra e lo travolge nuovamente in una ridda, fra le Villi che sopraggiungono.) |
| ROBERTO (sfinito, cadendole ai piedi) Anna, pietà! ANNA (disparendo) Sei mio! SPIRITI e VILLI Osanna! Osanna! Osanna! |