“Le Villi”
by Giacomo Puccini libretto (Italian)
| Personaggi |
| ANNA — soprano GUGLIELMO WULF (suo padre) — baritono ROBERTO — tenore CORO Montanari e montanare, villi, spiriti Luogo piccolo villaggio della Foresta Nera Epoca XIX secolo Preludio |
| ATTO PRIMO |
| MONTANARI Evviva! Evviva! Evviva! Evviva i fidanzati! (Anna e Roberto si allontanano dal fondo dandosi il braccio.) MONTANARI Della vecchia di Magonza Roberto è ereditier! I tesori accumulati Son molti davver! Dunque povero stasera Roberto partirà E a sposar la fidanzata Ei ricco tornerà! |
| MONTANARI Evviva! Evviva! Evviva! Evviva i fidanzati! Gira! Gira! Gira! Balza! Gira! Balza! La musica freme e delira, La danza sospinge ed incalza! Oh, volano rapide l'ore Se il piede alla danza è legger! Il ballo è rival dell'amore: Il core fa batter davver! Gira! Gira! Gira! Balza! Gira! Balza! (a Guglielmo) Ohè! Babbo Guglielmo! Venite voi pure a danzar! GUGLIELMO Ebben, perchè no? Poffar mio! Son vecchio, ma in gambe so star! (Va a prendere una ragazza e la invita a ballare con galanteria.) MONTANARI Gira! Gira! Gira! Balza! Gira! Balza! (Fra gli applausi e le risa, Guglielmo esce con danzatrice. Poco a poco tutti lo seguono. La scena rimane vuota per un momento, poi Anna rientra sola dal fondo, con un mazzolino di Nontiscordardime.) ANNA Se come voi piccina io fossi, O vaghi fior, sempre sempre Vicina potrei stare al mio amor. |
| ANNA Allor, dirgli vorrei: 'Io penso sempre a te!' Ripeter gli potrei: 'Non ti scordar di me!' Voi, di me più felici, Lo seguirete, o fior; Per valli e per pendici Seguirete mio amor. Ah, se il nome che avete Menzognero non è, Deh, al mio amor ripetete: 'Non ti scordar di me!' (Anna va a mettere il mazzolino nella valigia di Roberto.) ROBERTO (vedendo l'atto di Anna e avvicinandosele sorridendo) Ah, ti ho còlta! ANNA Tu! ROBERTO (prendendo dalla valigia il mazzolino, lo bacia, poi lo ripone) Grazie, Anna mia. Ma un più gentil ricordo Io chiederti vorrei. ANNA Quale? ROBERTO Un sorriso. (Anna scuote mestamente la testa) Non esser, Anna mia, mesta sì tanto: Passeran pochi giorni e tornerò. |
| ANNA Io tento invan di trattenere il pianto, Ho una tristezza che vincer non so. Foschi presagi mi turban la mente. Mi par ch'io non ti debba più veder. ROBERTO Anna! ANNA Stanotte sognai Che morente t'attendevo. ROBERTO Suvvia! Quali pensier! Pensa invece ai dì lieti Che il destino ci promette, Benigno al nostro amor! ANNA Ma, m’ami tu davver? ROBERTO Mio cherubino, perché Dell'amor mio dubiti ancor? Tu dell'infanzia mia Le gioie dividesti e le carezze; Da te soave e pia imparai Della vita le dolcezze; Ero povero, e tu l'affetto mio Più d'ogni ricco volesti pregiar. Ah! Dubita di Dio, Ma no, dell'amor mio non dubitar! Io t'amo! |
| ANNA Dolci e soavi accenti, deh, Vi scolpite nel mio mesto cor, E nei foschi momenti dell'attesa Alleviate il mio dolor! Dolci e soavi accenti, Oh, quante volte il labbro mio Vi dee mormorar: Ah! Dubita di Dio, Ma no, dell'amor mio non dubitar! Io t'amo! (I montanari rientrano con Guglielmo.) MONTANARI Presto! Presto in viaggio! E l'ora di partir! Pria che il giocondo raggio Del sole abbia a svanir si parta! ROBERTO Anna, coraggio! ANNA Io mi sento morir! MONTANARI (a Roberto) Della foresta al limite Noi verrem con te. ROBERTO (a Guglielmo) Padre mio, benediteci! GUGLIELMO Tutti qui intorno, intorno a me. |
| GUGLIELMO Tutti qui intorno, intorno a me. (Anna e Roberto s'inginocchiano ai piedi di Guglielmo; tutti li imitano) Angiol di Dio, Che i vanni rivolgi al ciel stasera, Reca questa preghiera Al trono del Signor! ANNA, ROBERTO e GUGLIELMO Sia propizio il cammino Ad ogni pellegrino! Non serbi disinganni Ogni sogno d'amor! Reca questa preghiera Al trono del Signor! (Guglielmo abbraccia Roberto, poi Roberto abbraccia Anna e stringe la mano e saluta i Montanari e Montanare.) |
| ROBERTO Padre, Anna, addio! ANNA, GUGLIELMO e MONTANARI Addio, Roberto, addio! (Roberto si avvia con alcuni amici.) |
| INTERMEZZO |
| Prima Parte: L'Abbandono IL NARRATORE Di quei giorni a Magonza una sirena I vecchi e i giovinetti affascinava. Ella trasse Roberto all'orgia oscena E l'affetto per Anna ci vi obliava. IL NARRATORE Intanto, afflitta da ineffabil pena, La fanciulla tradita lo aspettava. Ma invan l'attese: ed al cader del verno Ella chiudeva gli occhi al sonno eterno. (Si vede, dietro un velo, passare il corteggio funebre di Anna, che uscendo dalla casa di Guglielmo, attraversa la scena.) FEMMINA Come un giglio reciso Dentro la bara giace. Raggio di luna è il candor del suo viso. O pura virgo, requiesce in pace! |
| Seconda Parte: La Tregenda IL NARRATORE V’è nella Selva Nera una leggenda Che delle Villi la leggenda è detta E ai spergiuri d'amor suona tremenda. Se muor d'amore qualche giovinetta Nella selva ogni notte la tregenda Vieni a danzare, e il traditor vi aspetta; Poi, se l'incontra, con lui danza e ride E, colla foga del danzar, l'uccide. Or per Roberto venne un triste giorno. Dalla sirena in cenci abbandonato Egli alla Selva pensò far ritorno, E questa notte appunto ei v'è tornato. Già nel bosco s'avanza: intorno, intorno Riddan le Villi nell'aer gelato. Ei, tremando di freddo e di paura, È già nel mezzo della Selva oscura. (Durante la Seconda Parte si scorge lo stesso paesaggio dell'Atto Primo, ma è il verno. È notte. Gli alberi, sfrondati e stecchiti, sono sovraccarichi di neve. Il cielo è sereno e stellato: la luna illumina il tetro paesaggio. Le Villi vengono a danzare, precedute da fuochi fatui che guizzano da ogni parte e percorrono la scena.) |
| ATTO SECONDO |
| (Guglielmo siede sulla porta di casa in atto di dolore profondo.) GUGLIELMO No, possibil non è Che invendicata resti la colpa sua! Vivea beata e tranquilla Al mio fianco la mia dolce figliola, Ed egli venne e, Colla sua parola, d'amor Le smanie in lei destò. (alzandosi con impeto) Chi dunque, o scellerato, Chi l'amor tuo ti chiese? Quali orribili offese T'abbiami mai fatto noi Per uccider quell'angelo E agli estremi miei giorni Serbar cotanta angoscia? |
| GUGLIELMO No, possibil non è Che invendicata resti colpa sì grande! Anima santa della figlia mia, Se la leggenda delle Villi è vera, Deh, non esser con lui, qual fosti, pia, Ma qui l'attendi al cader della sera. S'io potessi saperti vendicata Lieto saluterei l'ultimo dì. Ah, perdona, Signor, l'idea spietata Che dal mio cor che sanguina, fuggì. |
| (rientra in casa) LE VILLI interno Ei giunge! Anna! Anna! Anna! Di morte alla condanna Ei viene il traditor! Eccolo, s'avvicina! Su, dannato, cammina! (Roberto appare sul ponticello e avanza.) ROBERTO fra sè Ecco la casa. Dio, che orrenda notte! Strane voci m'inseguon. Le Villi: evvia! Son fole! (scende) No, delle Villi me non perseguita La vendetta fatal! Tu sol m'insegui, rimorso, Vipera infernal! |
| ROBERTO Vipera dal veleno infernal! Torna ai felici dì Dolente il mio pensier, Ridean del maggio i fior, Fioria l'amor, fioria per me l'amor! Or tutto si coprì Di lugubre mister, Ed io non ho nel cor Che tristezza e terror! Forse ella vive! (guarda verso la casa, poi va verso di essa come avesse presa una decisione) |
| Bussiam! (fa per bussare, ma indietreggia come se una forza ignota glielo impedisse) Qual brivido mi colse! Invan di quella soglia Tentai sul limite levar la man! VILLI Su, dannato, cammina! ROBERTO Pur d'intender parmi Davvero un canto lugubre! (si inginocchia, come estenuato, per pregare) O sommo Iddio! Del mio cammino, Del mio destin quest'è la mèta. Fa che il perdono la renda lieta Un solo istante, E poi morrò! |
| ROBERTO (balzando in piedi) Pregar non posso! Ah, maledetto il dì, Il dì che andai lontan di qui! Maledetta sia la tua bellezza, O cortigiana vil! Maledetta in eterno! Maledetta! VILLI Cammina! Cammina! Cammina! ANNA (interno) Roberto! ROBERTO Ciel! La sua voce! Dunque morta non è! ANNA (appare sul ponticello) Non son più l'amor. Son la vendetta! ROBERTO (cade affranto su un sasso) Gran Dio! ANNA Ricordi quel che dicevi Nel mese dei fiori? 'Tu dell'infanzia mia Le gioie dividesti e le carezze; Da te soave e pia imparai Della vita le dolcezze; Ah, dubita di Dio, Ma no, dell'amor mio non dubitar!' |
| ANNA T'amai: mi tradisti. T'attesi: e non venisti. Ma è tremendo dolore In silenzio soffrir! Senza speranze in cuore Mi facesti morir! ROBERTO La scordai, l'ho tradita, E per me perdè la vita. Ah, è tremendo il dolore Che mi tocca soffrir! Col rimorso nel cuore Io mi sento morir! (Roberto va verso Anna come spinto da una forza ignota. Poi fa per vincere il fascino che lo investe, ma non può e si slancia verso di lei. Anna avanzandosi, stende le braccia e lo attira a sè. Intanto le Villi accorrono, circondano Roberto ed Anna e li trascinano, danzando vertiginosamente, fuori della scena.) |
| SPIRITI (interni) Qui noi t'aspettiam, traditor! Da noi non attender pietà! SPIRITI e VILLI Chi in vita fu sordo all'amor In morte perdono non ha! Traditor, t'aspettiam! Gira! Balza! Gira! Balza! (Roberto accorrendo ansimante, coi capelli irti, va a bussare alla casa di Guglielmo. Poi, scorgendo le Villi, che lo inseguono venendo della destra, fa per fuggire dalla parte opposta, ma Anna appare alla sinistra. Ella lo riafferra e lo travolge nuovamente in una ridda, fra le Villi che sopraggiungono.) |
| ROBERTO (sfinito, cadendole ai piedi) Anna, pietà! ANNA (disparendo) Sei mio! SPIRITI e VILLI Osanna! Osanna! Osanna! |