“Le convenienze ed inconvenienze teatrali” – Act 2

by Gaetano Donizetti libretto (Italian)


Atto secondo
Scena prima

Un palcoscenico al momento della prova:
sono presenti l’Impresario e mamm’Agata.


[Duetto]

AGATA
Tu m’hai fatta violar, ma a tempo e luogo
di questa violatura ne parleremo.
Adesso di un’altra cosarella
voglio con te parlar.

IMPRESARIO
Mamma! per carità, lasciami stare.
 
AGATA
No, signore! vo’ parlare e vo’ sapere
di qual somma far deggio capitale,
prima di esporre al pubblico
questa mia faccia bella, o caro amico!

IMPRESARIO
Ed io te ’l dico!
Senza tanti complimenti,
senza farti più mistero
ecco in breve il mio pensiero.
Se per sorte tu vai male,
stammi attenta ad ascoltar:
come cosa naturale,
te ’l confido francamente,
da me niente puoi sperar.
 
AGATA
A quattr’occhi in confidenza
sappi dunque, amico mio,
che una donna qual sono io
non si lascia sopraffar.

Se la gente ha dei capricci
per me certo non vo’ impicci,
per lo men cinquanta scudi
tu mi devi anticipar.
 
IMPRESARIO
Non son pazzo a questo segno
e la mamma canterà.

AGATA
Se mi metto nell’impegno
anche il diavol non potrà...

IMPRESARIO
Via, che serve? Una persona
qual tu sei gentile e buona,
una lieve bagattella
non vorrà precipitar.

AGATA
Come a dire?
 
IMPRESARIO
Se non canti
la prigion è già sicura.

AGATA
Non fa nulla, vada avanti.

IMPRESARIO
Poco pane ed acqua pura...

AGATA
Mangio e bevo al venir fuori.

IMPRESARIO
E per giunta la tua figlia
lascio pure in libertà!

AGATA
Come, come? La mia figlia
lasceresti in libertà?
 
IMPRESARIO
Agatuccia, in conseguenza,
più la mamma non farà.

AGATA
No?...

IMPRESARIO
No!

AGATA
Insolentissimo, lingua di vipera,
cotanta audacia punita andrà!

IMPRESARIO
Tu puoi ben credere ch’io non so fingere,
ciò ch’è nell’animo sul labbro sta.

AGATA
Vo’ far parapiglia e sconvolger la città
e sarà gran meraviglia se tu vivo vai di qua.

IMPRESARIO
Ho fatto chiasso, questa è una burla,
alfin d’accordo ci troverem.

AGATA
Così va bene, d’accordo andrem.
 
Scena seconda

Mentre esce Agata gridando «Burlone, burlone» entra Prospero.

PROSPERO
Impresario: una lite ho accomodata.

IMPRESARIO
Un’altra lite?

PROSPERO
Appena hanno i coristi saputo che il tenor
vien rimpiazzato da Procolo
a gridare han cominciato
invece di quel coro:

«Viva il gran Romolo di schiere elette
di sue vendette trionfator.»

«Viva il gran Procolo di dolci a fette
buone polpette fabbricherà!»
IMPRESARIO
E Procolo?

PROSPERO
Pensate...
ma l’ho calmato.

IMPRESARIO
Meno male!...

PROSPERO
Ah! viene Agata con sua figlia!
 
Scena terza

Entrano Agata e Luigia.

AGATA
(guardando crucciata l’Impresario)
Addio, screanzato!

IMPRESARIO
Addio!

AGATA
Ma come, in sì piccol teatro cantar dovrò,
io che fui sulla Scala?

IMPRESARIO
Sieda e stia cheta, o chiamo l’ispettore!

LUIGIA
(alla madre)
Ma tu fai sempre liti!...

AGATA
Le faccio sol perché mi dian rispetto.
 
LUIGIA
Mamma, mamma!

AGATA
Che c’è?

LUIGIA
I suonatori ci guardan ridendo.

AGATA
I suonatori? In ogni tempo
fur la mia passione:
un corno ed un trombone
mi correvan dietro come gatti
nel principiar della mia carriera.

LUIGIA
Mi par che in quel palchetto vi sia quel collegiale...

AGATA
Non guardar, non guardar perché sta male.
Lo guarderai così languidamente
allorché canterai la cavallina.
Ad uno studente è troppo un’occhiatina.
 
Scena quarta

Entra Biscroma seguìto da Procolo. Poi Corilla.

BISCROMA
Amici, vi saluto!

IMPRESARIO
Oh! Maestro, ben venga.

PROCOLO
Domando scusa a lor signori.

BISCROMA
Istrutto è già ciascun di tutto,
ed il primo violino è tanto buono
che facilmente accorderà perdono.

PROCOLO
(annunciando l’entrata della moglie)
La prima donna!
 
IMPRESARIO
Oh, madamina!
Mettiamoci, amici miei, di buon umore.

E tu, Procolo mio,
dimentica il passato ed avrai lode.

PROCOLO
(con intonazione enfatica)
«Cesare udì, risolverà da prode.»

Ma fiorettar non posso e gestire,
se non sono vestito.

BISCROMA
(indicando Corilla)
Ed or frattanto proveremo l’aria tua.

CORILLA
Prima di tutto vo’ fare i gargherismi.
 
PROCOLO
(chiamando)
Petruccio! L’ampollina.

(entra un servo a portar l’ampolla)

Ecco.
(consegna l’ampollina)

Vado a vestirmi; addio, regina!

(esce)

(Corilla esce)
 
Scena quinta

Gli Attori precedenti meno Procolo e Corilla.

BISCROMA
Mamm’Agata, se vuoi,
proviam la tua romanza.

AGATA
Sono pronta, mi spiace che otturato
tengo il fa acuto.

BISCROMA
Lo sturerai.

(rivolto all’orchestra)
Signori! eccomi a loro sono a pregarli...

AGATA
...e anch’io: è la mia voce un campanel d’argento,
e se loro signori mi suonan forte, è fatta.
Non posso far sentire le smorzature.
 
BISCROMA
(rivolto all’orchestra)
Si metta la sordina agli strumenti.

(ad Agata)
A lei mi raccomando...

AGATA
(entrando prima del tempo)
«Assisa...»

BISCROMA
È presto ancora!

AGATA
Or, or la canto:

[Romanza]

«Assisa a’ piè d’un sacco
in mezzo del furore
gemeano fritti i sardi
nel più crudel rumore.
L’acqua tra i rami trepidi
ne percuoteva il suon,
i broccoletti limpidi
a’ freddi suoi sospiri
ed i cancelli soffiano
nei lor tremendi giri,
l’acqua tra i rami trepidi
ne percuoteva il suon.»
 
(con gesto drammatico)
Ah, che dissi?...

BISCROMA
Agata mia, tu stoni!

AGATA
E chi ne ha colpa? Egli è il suggeritore
che sbagliare mi fa.

LUIGIA
Viva la mamma!

IMPRESARIO
Agata evviva!

PROSPERO
Evviva!
 
Scena sesta

Torna Corilla.

AGATA
Grazie!
(guardando Corilla)
A Corilla è caduto il rossetto.
Devo vestirmi da vittima?

BISCROMA
(a Corilla)
Se vuole, possiamo provare l’aria.

CORILLA
Andiamo pure. Di farvi questa grazia
io non ricuso.
 
BISCROMA
(all’orchestra)
Numero trentacinque.

PROSPERO
(a Corilla)
No, prego, mia signora—
attitudin romantica... espressiva...

CORILLA
Così?...

PROSPERO
No, no così!...

CORILLA
Ah!...

PROSPERO
Brava, evviva!

Qui Corilla canta un’aria di bravura a suo piacere.
 
BISCROMA
Bene, bene, benissimo!

IMPRESARIO
Che voce!

PROSPERO
Che espressione!

BISCROMA
Che forza!

IMPRESARIO
Che passaggi!

AGATA
Dovria sortir peraltro una comparsa
con un bel cestolino
a raccoglier le note, tutte quante,
che le sono cadute.

(alla figlia)
Andiam, vieni a vestirmi.

(esce con la figlia)
 
Scena settima

Biscroma, l’Impresario, Prospero e Corilla. Poi Procolo.

BISCROMA
A noi, da bravi, la marcia trionfale!

PROSPERO
Aspetta, aspetta, si sono bruciate
a Procolo le penne del cimiero.

BISCROMA
Che serve? Fa lo stesso, andiamo, andiamo.

PROCOLO
(internamente)
Sono pronto, maestro!

BISCROMA
Incominciamo.
 
[Marcia trionfale]

CORO
(entra inneggiando a Procolo che è portato in trionfo)
«Viva il gran Romolo di schiera eletta
di sua vendetta trionfator!»

PROCOLO
«Son guerriero e sono amante...»

BISCROMA
(gridando con voce naturale)
No, no, non senti che sei indietro?
Eppoi cali!...

PROCOLO
Domani verrò coi tacchi
così crescerò un dito.

BISCROMA
(parlato)
Da capo!
 
PROCOLO
(riprendendo il canto)
«Son guerriero...»

BISCROMA
Cali!

PROCOLO
«Son guerriero...»

BISCROMA
Cresci!

PROCOLO
(con voce profonda)
«...e sono amante.»

BISCROMA
(ancora gridando forte)
No, no—oh, poor me!

PROCOLO
(incollerito)
«Son guerriero!...»

BISCROMA
Tu sei un asino!

PROCOLO
A me simile insulto?

CORILLA
Io ti vendicherò.
 
BISCROMA
Suvvia, la marcia lugubre.

PROSPERO
Attenti... a che ridete? Asini! Sciocchi!...
Esser mesti dovete... Abbasso gli occhi.
 
Scena ottava

Mentre l’orchestra suona la marcia lugubre viene condotta
davanti a Procolo, come trofeo di vittoria, Agata
vestita da schiava per essere da lui stesso immolata agli dèi.
Entra anche Luigia.


[Marcia lugubre]

PROCOLO
«Vergine sventurata, giunto è l’estremo istante
de’ tuoi teneri dì. La bionda chioma,
quell’innocente viso...»
 
(parlando al suggeritore)
Le parole...

(canta)
«Quel placido sorriso
mi muove a pietà...
Ma vuole il fato che...»

(fa l’atto di pugnalare la vittima)

AGATA
(urlando)
Aiuto!...

LUIGIA
«Romolo, non ferir!... Giove è placato!»

AGATA
Oh, meno male!... A questo signor Giove
vo’ mandare un regalo, ma...

PROCOLO
(ampollosamente)
Silenzio!
Parla madama mia moglie.

TUTTI (meno Corilla)
Zitti, ascoltiam!
 
CORILLA
Signor maestro... ascolti.

BISCROMA
Ascolto.

CORILLA
Io vorrei cantar per ultima...

BISCROMA
Come?...

CORILLA
...perché desidero riposarmi.

BISCROMA
Come, come tal pretesa
si concilia con l’entrata del rondò?

CORILLA
Si modifica la parte; io mi voglio riposar.

LUIGIA, AGATA E PROSPERO
È fissata la tua parte.
Non la puoi ormai cambiar!
 
PROCOLO
Ehi! che modi?...

CORILLA
Ascoltate: con un tocco da maestro,
s’introduce una corona,
una coda che prepari la mia entrata trionfal.

BISCROMA
Ma che coda, ma che coda?...
Qui non siam fra cani e gatti,
se ci prendono per matti
si va tutti all’ospedal.
 
CORILLA
Non sento niente, una corona chiedo sol, che dia respiro.
Caro maestro, non c’è rimedio,
voi mi dovete accontentar.

BISCROMA
Né corona, né coda si può far.
Esegua la sua parte...
 
[Finale II]

PROCOLO
A proposito: come si sorte?

CORO
Sortiremo tutti insieme.

PROCOLO
No, non sta bene!... uno alla volta!...

PROSPERO
Si sorte a piedi.

PROCOLO
...o in carrozza, o in landò!...

CORO
...e perché non a cavallo?

IMPRESARIO
Sì, in una slitta o in una splendida lettiga!...

AGATA
Piuttosto, io direi, usciamo tutti in una diligenza.
 
ISPETTORE
Signori, udite:
questa mane il gran consiglio
riunito ha il podestà...
ha sospeso all’impresario
ogni aiuto finanziario...

IMPRESARIO
Misero me!

TUTTI
Chi si salva da una tal calamità?

BISCROMA
Ascoltate!...
La notte aiuta...
Facciam fagotto
e col cappotto
tentiam scappar.
 
TUTTI
Idea genial!... Suvvia fuggiam.
Chi per di là
chi per di qua
se n’ fuggirà
scomparirà.

IMPRESARIO
(rimasto solo)
Sono perduto... Son rovinato!...

Fine del libretto.
libretto by Domenico Gilardoni