“Don Giovanni” – Act 1
by Wolfgang Amadeus Mozart libretto (Italian)
| ATTO PRIMO |
| Scena prima |
| (Si sviene.) DON OTTAVIO Ah! soccorrete, amici, il mio tesoro! Cercatemi, recatemi, qualche odor, qualche spirto! Ah, non tardate! (Partono i servi.) Donna Anna! Sposa! Amica! Il duolo estremo la meschinella uccide. DONNA ANNA Ahi! DON OTTAVIO Già rinviene! (Entrano i servi.) Datele nuovi aiuti. DONNA ANNA Padre mio! DON OTTAVIO Celate, allontanate agli occhi suoi quell’oggetto d’orrore! (I servi portano via il cadavere.) Anima mia, consolati! Fa core! DONNA ANNA Fuggi, crudele, fuggi! Lascia che mora anch’io, ora ch’è morto, o Dio! chi a me la vita diè. |
| Scena seconda |
| Strada vicino a una locanda. Alba. Recitativo DON GIOVANNI Orsù, spicciam presto. Cosa vuoi? LEPORELLO L’affar di cui si tratta è importante. DON GIOVANNI Lo credo. LEPORELLO È importantissimo. DON GIOVANNI Meglio ancora! Finiscila. LEPORELLO Giurate di non andar in collera! |
| DON GIOVANNI Lo giuro sul mio onore, purché non parli del Commendatore. LEPORELLO Siamo soli? DON GIOVANNI Lo vedo! LEPORELLO Nessun ci sente? DON GIOVANNI Via! LEPORELLO Vi posso dire tutto liberamente? DON GIOVANNI Sì. LEPORELLO Dunque quand’è così, caro Signor padrone, la vita che menate è da briccone! DON GIOVANNI Temerario, in tal guisa... LEPORELLO E il giuramento? DON GIOVANNI Non so di giuramenti. Taci, o ch’io... |
| DONNA ELVIRA Sciagurato! Così del mio dolor giuoco ti prendi? Ah! voi - (verso Don Giovanni) - Stelle! L’iniquo fuggì! Misera me! Dove? In qual par te? LEPORELLO Eh! lasciate che vada; egli non merta che su di lui pensiate. DONNA ELVIRA Il scellerato m’ingannò, mi tradì... LEPORELLO Eh, consolatevi! Non siete voi, non foste, e non sarete né la prima, né l’ultima.Guardate: questo non picciol libro è tutto pieno di nomi di sue belle; ogni villa, ogni borgo, ogni paese è testimon di sue donnesche imprese. |
| Scena terza |
| DON GIOVANNI Presto, va con costor: nel mio palazzo conducili sul fatto; ordina ch’abbiano cioccolata, caffè, vini, prosciutti. Cerca di divertir tutti, mostra loro il giardino, la galleria, le camere; in effetto, fa che resti contento il mio Masetto. Hai capito? LEPORELLO Ho capito. Andiam! MASETTO Signore? DON GIOVANNI Cosa c’è? MASETTO La Zerlina senza me non può star. LEPORELLO In vostro loco ci sarà sua Eccellenza, e saprà bene fare le vostre parti. DON GIOVANNI Oh, la Zerlina è in man d’un cavalier. Va pur; fra poco ella meco verrà. ZERLINA Va! non temere. Nelle mani son’io d’un cavaliere. MASETTO E per questo? |
| Recitativo & Duettino DON GIOVANNI Alfin siam liberati, Zerlinetta gentil, da quel scioccone. Che ne dite, mio ben, so far pulito? ZERLINA Signore, è mio marito. DON GIOVANNI Chi? Colui? Vi par che un onest’uomo, un nobil cavalier, qual io mi vanto, possa soffrir, che quel visetto d’oro, quel viso inzuccherato da un bifolcaccio vil sia strapazzato? ZERLINA Ma signore, io gli diedi parola di sposarlo. DON GIOVANNI Tal parola non vale un zero. Voi non siete fatta per esser paesana, un’altra sorte vi procuran quegli occhi bricconcelli, quei labbretti sì belli, quelle dituccie candide e odorose; parmi toccar giuncata e fiutar rose! ZERLINA Ah! Non vorrei... |
| DON GIOVANNI Che non vorreste? ZERLINA Alfine, ingannata restar. Io so, che rado colle donne voi altri cavalieri siete onesti e sinceri. DON GIOVANNI Eh, un’impostura della gente plebea. La nobilità ha dipinta negli occhi l’onesta. Orsù, non perdiam tempo: in questo istante io ti voglio sposar. ZERLINA Voi? DON GIOVANNI Certo, io! Quel casinetto è mio: soli saremo, e là, gioiello mio, ci sposeremo. Là ci darem la mano, là mi dirai di sì. Vedi, non è lontano; partiam, ben mio, da qui. ZERLINA Vorrei e non vorrei; mi trema un poco il cor. Felice, è ver sarei, ma può burlarmi ancor. DON GIOVANNI Vieni, mio bel diletto! |
| ZERLINA Mi fa pietà Masetto! DON GIOVANNI Io cangierò tua sorte! ZERLINA Presto, non son più forte! DON GIOVANNI Vieni! Vieni! Là ci darem la mano! ZERLINA Vorrei, e non vorrei! DON GIOVANNI Là mi dirai di sì. ZERLINA Mi trema un poco il cor! DON GIOVANNI Partiam, mio ben, da qui! ZERLINA Ma può burlarmi ancor! DON GIOVANNI Vieni, mio bel diletto! ZERLINA Mi fa pietà Masetto! |
| DONNA ELVIRA Ah, ti ritrovo ancor, perfido mostro! Non ti fidar, o misera, di quel ribaldo cor! Me già tradì quel barbaro, te vuol tradir ancor. DONNA ANNA, DON OTTAVIO Cieli! che aspetto nobile! Che dolce maestà! Il suo pallor, le lagrime m’empiono di pietà! DON GIOVANNI La povera ragazza è pazza, amici miei, lasciatemi con lei. (a parte) Forse si calmerà. DONNA ELVIRA Ah, non credete al perfido! DON GIOVANNI È pazza; non badate! DONNA ELVIRA Restate, o Dei, restate! DONNA ANNA, DON OTTAVIO A chi si crederà? DON GIOVANNI È pazza! |
| Recitativo & Aria DONNA ANNA Don Ottavio, son morta! DON OTTAVIO Cosa è stato? DONNA ANNA Per pietà, soccorretemi! DON OTTAVIO Mio bene, fate coraggio! DONNA ANNA Oh Dei! Oh Dei! Quegli è il carnefice del padre mio! DON OTTAVIO Che dite! DONNA ANNA Non dubitate più: gli ultimi accenti che l’empio proferì, tutta, la voce richiamar nel cor mio di quell’indegno che nel mio appartamento... DON OTTAVIO Oh ciel! possibile che sotto il sacro manto d’amicizia... Ma come fu? narratemi lo strano avvenimento. |
| DONNA ANNA Era già alquanto avanzata la notte, quando nelle mie stanze, ove soletta mi trovai per sventura, entrar io vidi, in un mantello avvolto, un uom che al primo istante avea preso per voi. Ma riconobbi poi che un inganno era il mio. DON OTTAVIO Stelle! Seguite! DONNA ANNA Tacito a me s’appressa e mi vuol abbracciar; sciogliermi cerco, ei più mi stringe; grido; non viene alcun! Con una mano cerca d’impedire la voce, e coll’altra m’afferra stretta così, che già mi credo vinta. DON OTTAVIO Perfido! E alfin? DONNA ANNA Alfine il duol, l’orrore dell’infame attentato accrebbe sì la lena mia, che a forza di svincolarmi, torcermi e piegarmi, da lui mi sciolsi! DON OTTAVIO Ohimè! Respiro! |
| LEPORELLO Vado a casa, come voi m’ordinaste, con tutta quella gente. DON GIOVANNI Bravo! LEPORELLO A forza di chiacchiere, di vezzi e di bugie, ch’ho imparato sì bene a star con voi, cerco d’intrattenerli. DON GIOVANNI Bravo! LEPORELLO Dico mille cose a Masetto per placarlo, per trargli dal pensier la gelosia. DON GIOVANNI Bravo, in coscienza mia! LEPORELLO Faccio che bevano e gli uomini e le donne. Son già mezzo ubbriacchi. Altri canta, altri scherza, altri seguita a ber. In sul più bello, chi credete che capiti? DON GIOVANNI Zerlina? LEPORELLO Bravo! E con lei chi viene? |
| DON GIOVANNI Donna Elvira! LEPORELLO Bravo! E disse di voi - DON GIOVANNI Tutto quel mal che in bocca le venia. LEPORELLO Bravo, in coscienza mia. DON GIOVANNI E tu, cosa facesti? LEPORELLO Tacqui. DON GIOVANNI Ed ella? LEPORELLO Segui a gridar. DON GIOVANNI E tu? LEPORELLO Quando mi parve che già fosse sfogata, dolcemente fuor dell’orto la trassi, e con bell’arte chiusa la porta a chiave io mi cavai, e sulla via soletta la lasciai. |
| Scena quarta |
| Il giardino della casa di Don Giovanni (Zerlina, Masetto e contadini) Recitativo ZERLINA Masetto, senti un po’! Masetto, dico... MASETTO Non mi toccar. ZERLINA Perché? MASETTO Perché mi chiedi? Perfida! Il tatto sopportar dovrei d’una man infedele? ZERLINA Ah no! taci, crudele, io non merto da te tal trattamento. MASETTO Come? Ed hai l’ardimento di scusarti? Star sola con un uom, abbandonarmi il dì delle mie nozze! Porre in fronte a un villano d’onore questa marca d’infamia! Ah, se non fosse lo scandalo, vorrei - (Partono i contadini.) |
| Scena quinta |
| LEPORELLO Ah, cosa fate? DON GIOVANNI Mori, dico! LEPORELLO Ah, cosa fate? DON OTTAVIO (a Don Giovanni, pistola in mano) Nol sperate! DONNA ANNA, DONNA ELVIRA, DON OTTAVIO L’empio crede con tal frode di nasconder l’empietà! (Si cavano la maschera.) DON GIOVANNI Donna Elvira! DONNA ELVIRA Sì, malvagio! DON GIOVANNI Don Ottavio! DON OTTAVIO Sì, signore! DON GIOVANNI Ah credete - |