“Armida” – Act 2
by Gioachino Rossini libretto (Italian)
| ATTO SECONDO |
| Orrida selva. Framezzo ad alcune piante vedesi il mare in distanza. |
| SCENA PRIMA |
| Astarotte e coro di demoni, sorgendo di sotto terra. |
| CORO Alla voce d’Armida possente Acheronte varcammo e Cocito. Questo muto ed inospite lito Per nostr’opra animar si dovrà. ASTAROTTE e PARTE DEL CORO Su, consorti, qui fermisi il piede, Qui spegnete le orribili tede, Deponete il vipereo flagello; Tanto impone chi legge ne dà. |
| TUTTO IL CORO Al prodigio d’Armida novello Tutto ligio l’inferno sarà. PARTE DEL CORO D’Idraote la regia nipote Suol dell’ombre frenare il muggito. ALTRA PARTE DEL CORO Han possanza sue magiche note D’addoppiar l’ululato, il ruggito ove meta il dolore non ha. TUTTO IL CORO Questo muto ed inospite lito Per nostr’opra animar si dovrà. |
| ASTAROTTE Sovr’umano potere. Numi del tetro abisso, or qui ci chiama. D’ogn’intorno la fama Il nome spande di Rinaldo, il primo Fra’ temuti campioni Di colui che su gli astri, Per nostra pena eterna, Il tutto a suo piacer move e governa. Pur d’amoroso laccio il guerrier forte Preda rimase; Armida osò rapirgli Senno, onor, libertà, per far che manchi Degli aborriti Franchi Il maggior brando al capitan supremo, E per toglier Sionne al fato estremo. Il secondarla, o numi, Non fia lieve per noi? Nell’opre nostre Il re dell’ombre affida; Per noi tremi Goffredo, esulti Armida. CORO Di ferro e fiamme cinti, Contra il celeste impero Là nel superno tetto Sai che pugnammo un dì. È ver, cademmo vinti; Ma del valor primiero Non anco a noi nel petto Il germe inaridì. (Comparisce dall’alto una nube). |
| ASTAROTTE Ebben, l’istante è giunto Da porre in opra e possa e ardir. Mirate, S’appressa Armida. Ascoso, Di sua magica verga ognun di voi Al sibilo sia presto; Del nostro maggior nume il cenno è questo. (Spariscono). |
| SCENA SECONDA |
| Giunta a terra la nube si dilegua e presenta un carro tirato da due draghi, su cui Armida e Rinaldo. Armida converte il carro in un seggio di fiori. I draghi spariscono. Rinaldo è quasi fuori di sé dalla sorpresa. |
| RINALDO Dove son io!... ARMIDA Al fianco mio. RINALDO Oh me beato! ARMIDA Mio bel tesor! RINALDO Se tuo mi chiami... ARMIDA Caro, se m’ami, |
| ARMIDA e RINALDO Sfido del fato Tutto il rigor. ARMIDA Mio ben, questa che premi Della Fortuna è l’isola nomata, Sol nota a me. Qui si deponga omai Ogni nostro rancore, E qui tutto respiri e pace e amore. Brama di rivederti, Speme di possederti, all’altrui voglie Ceder mi fe’, non già crudel desio. Finsi col franco duce Mio malgrado, e il tuo brando Le catene troncando A’ miei seguaci amanti, D’Idraote e di me punì la trama. |
| RINALDO Vedi il mio cor se t’ama: Tutto vada in obblio; solo Idraote io colpevol estimo. Or non si pensi Che al nostro mutuo amor... Ma prigioniero Perché guidarmi in orrida foresta? ARMIDA No; d’Amor la reggia è questa, Ecco il centro del piacer. (Al cenno d ‘Armida la scena si cangia nell’interno d’un Magnifico palagio. Larve in sembianza di genii, di ninfe, d’amorini e di piaceri ingombrano la scena, formando varii gruppi). |
| CORO Sì, d’Amor la reggia è questa, Questo è il centro del piacer. ARMIDA e RINALDO [(A quell’/quest’alma tal portento Sembra un sogno lusinghier. A sì strano e lieto evento Si confonde il suo pensier.) ARMIDA, RINALDO e CORO Si, d’Amor la reggia è questa, Quest’è il centro del piacer.] |
| ALCUNE NINFE Canzoni amorose, Carole festose, Cantate, formate, Seguaci d’Amor. TUTTE LE NINFE Canzoni amorose, Carole festose, Cantiamo, formiamo, Seguaci d’Amor. (Succedono le danze, di quando in quando intrecciate col canto. Gli amorini presentano a Rinaldo ghirlande di fiori) |
| ARMIDA D’Amore al dolce impero Natura ognor soggiace. Dov’è quell’alma audace Che non apprezzi Amor? Chi, misero, non sente La fiamma sua possente, Di smalto ha il core in petto, O mai non ebbe un cor. CORO Dov’è quell’alma audace Che non apprezzi Amor? |
| ARMIDA Gli augei tra fronde e fronde Spiegano amor col canto; Aman perfin dell’onde I muti abitator. Aman le crude belve Là tra le ircane selve, Son per amor feconde Le stesse piante ancor. CORO Dov’è quell’alma audace Che non apprezzi Amor? |
| ARMIDA La fresca età sen fugge, È la beltade un lampo, Ché l’una e l’altra strugge Il tempo vorator. Dunque godete amanti De’ vostri liet’istanti, Or che vi ride in volto Di giovinezza il fior. (Armida siede accanto a Rinaldo). CORO Ah! sì, godete amanti De’ vostri liet’istanti, Or che vi ride in volto Di giovinezza il fior. |
| Armida, onde estinguere nel cuore di Rinaldo ogni avanzo d’ardore di gloria, per vie più destarvi quello dell’amore, fa comparire una larva sotto le sembianze di giovine guerriero, circondato da più leggiadre ninfe, le quali a gara si accingono a sedurlo. Egli vuole schernirsi da’ loro vezzi; ma la voluttà, impossessandosi a grado a grado di lui, fa che finalmente si lasci togliere le sue guerriere insegne, sostituendo ad esse il serto e le ghirlande di fiori. |
| DANZA e CORO GENERALE Tutto spira d’Armida all’aspetto Pace, amore, diletto, amistà. Tutto al regno d’Armida è soggetto, Tutto cede ove impera beltà. |